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I fine settimana trascorsi in Sabina,  spesso li dedichiamo alla cucina, qualche giorno fa abbiamo deciso di provare a fare l’arista. Ecco la ricetta inventata da Stefano che, come sempre, è stata una gustosa invenzione.

Ingredienti:

  • 500 gr. di arista di maiale
  • aglio
  • peperoncino
  • un battuto di cipolle, sedano, carote 
  • prugne secche
  • pinoli
  • vino bianco
  • olio d’oliva
  • sale
  • pepe
  • rosmarino

Procedimento:

Nella pentola a pressione mettete a soffriggete l’olio con l’aglio sminuzzato ed il peperoncino, dopo un minuto aggiungete la cipolla, la carota, il sedano e il rosmarino. Fate soffriggere bene e mettete quindi la carne a pezzo intero. Quando la carne sarà rosolata su tutta la superficie aggiungete le prugne ed i pinoli. Fate insaporire un pò, salate e pepate. Aggiungete un bicchiere di vino e fatelo tirare a fuoco lento. Chiudete la pentola a pressione e lasciate  cuocere per circa 15 minuti. Lasciate raffreddare la carne e tagliatela quindi a fettine sottili. Disponete le fette in un piatto da portata, cospargetele con un pò della salsa ottenuta con la cottura e decorate il piatto con qualche prugna intera. La salsa rimasta versatela in una terrina che porterete in tavola insieme all’arrosto. Potete servire la carne sia calda che a temperatura ambiente. Buon Appetito!!!

Buon Natale!!!

Montagne innevate, freddo polare, gelo sulla strada che percorri la mattina, ancora al buio, per prendere il treno che ti porta a lavoro. Il sorriso di chi ami, e degli amici vicini, sia di persona che col cuore. Il pandoro farcito, mangiato sul treno con i compagni di ogni giorno, fra tante risate e zucchero a velo che ci imbianca tutti. Ecco come vedo il natale, ecco le piccole cose che mi rendono felice e mi danno ogni mattina la gioia di andare avanti, di non mollare mai e di cercare il lato positivo anche nelle situazioni più difficili. Voglio fare gli auguri a tutti con una poesia di Madre Teresa che mi piace tanto.  Buon Natale!!!

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni…
Però ciò che è importante non cambiare; la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea d’arrivo c’è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c’è un’altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva. Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite… insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c’è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!

Lo scorso fine settimana sia la mia vicina di casa che un mio collega mi hanno regalato una zucca. Sono venuti a cena degli amici, ed il filo conduttore della cena è stato proprio quest’ ortaggio. Come antipasto abbiamo deciso di preparare dei soufflè, così ho cercato in rete e mi è piaciuta tanto la ricetta di Tizyan. Ve la ripropongo con qualche piccola variante, e vi garantisco che il risultato è davvero ottimo!!!

Ingredienti:

  • 220  gr di zucca
  • 220 gr di latte
  • 20 gr di maizena
  • 25 gr di burro
  • 50 gr di parmigiano grattugiato
  • 50 gr di farina bianca
  • 2 uova
  • sale
  • noce moscata

Procedimento:

Tagliate la zucca a pezzettoni, fatela cuocere con poca acqua ed un pò di sale poi frullatela. Fate scaldare il latte, mentre scalda in un pentolino, sul fuoco a fiamma bassa,  sciogliete il burro con la maizena. Aggiungete quindi il latte caldo e mescolate bene finchè otterrete una besciamella molto densa. Lavorate gli albumi a neve. Versate il una terrina capiente la zucca, la besciamella, la farina setacciata, il parmigiano, la noce moscata e per ultimi gli albumi. Mescolate bene e lasciate riposare qualche minuto. Imburrate ed infarinate gli stampini versatevi quindi il composto e metteteli nel forno già caldo a 200° per circa 30 minuti. Serviteli ben caldi. Buon appetito!!!

Caro Professor Alessandro Mutolo,

la mia avventura con il cheratocono è iniziata oltre un anno e mezzo fa. Dopo alcuni mesi di ricerche e visite, su suggerimento di un comune amico, mi sono rivolta a Lei. La prima cosa che feci durante la visita fu raccontarle cosa mi avevano detto gli altri oculisti, e quanti di essi avessero spinto per operarmi immediatamente per un cross linking corneale, ovviamente in clinica privata, ovviamente a pagamento. Lei mi disse che in caso di operazione mi sarei potuta operare presso l’Ospedale Oftalmico, dove lei lavorava. E proprio per muoversi in questa direzione, mi mandò a fare una visita proprio all’Oftalmico, ove la gentilissima dottoressa Balestrazzi, dopo avermi visitato, mi disse di aspettare sei mesi per valutare come sarebbe progredita la malattia. Passati i sei mesi, a Luglio dell’anno scorso, ci siamo visti di nuovo, sempre presso il suo studio privato. Dopo quella visita mi disse che si sarebbe preso una settimana per decidere il da farsi: cross linking corneale o direttamente trapianto della cornea. Inutile che le racconti la mia ansia in quei giorni, quando mi prospettò – invece dell’intervento che mi aspettato – un intervento ben più pesante. Per fortuna la Sua decisione fu quella di procedere con il Cross Linking corneale, e mi disse che entro Ottobre mi sarei operata. Ma ottobre è passato, ed a Novembre ho iniziato a chiamarla per sapere quando avrei potuto effettuare l’operazione prevista per il mese precedente.

Da questo momento, non la ho più sentita. Ho interloquito sempre con la sua segretaria. Anche quando, dopo che il nostro comune amico l’ha contatta per avere notizie (devo ammettere che a lui ha risposto subito, chissà perché) la convocazione per l’intervento l’ho ricevuta dalla sua assistente, che mi ha comunicato data, ora e luogo. E proprio con la comunicazione del luogo mi è caduto il mondo addosso. Intervento in clinica privata, ovviamente a pagamento (l’”ovviamente” è della sua segretaria).

A questo proposito, ho qualche domanda da farle. Propri a Lei, non alla segretaria, con la quale da allora in poi mi sono trovata a parlare:

  • In considerazione del fatto che all’esordio del nostro rapporto, si parlò esplicitamente di ricovero in Ospedale (motivo per il quale mi fece visitare dalla sua collega all’Oftalmico), non sarebbe stato opportuno, corretto e necessario avvisarmi del cambiamento di programma?
  • Se – come ha detto al nostro amico – ha dato per scontato che l’operazione si sarebbe svolta privatamente, non sarebbe stato quanto meno utile che me ne informasse e mi comunicasse il costo di detta operazione? (particolare non del tutto irrilevante, al quale Lei non ha fatto cenno).
  • Anche se – come ha detto al nostro comune amico (eh sì, perché con me non ha ritenuto necessario scomodarsi a parlare) – Lei non opera più all’Oftalmico per “disavventure professionali”, perché ha detto che quest’operazione all’Oftalmico non la fanno, quando è bastata una telefonata al CUP per sapere che invece la fanno normalmente?
  • Non sarà – molto semplicemente – che dal nostro primo incontro Lei non lavora più all’Oftalmico ed ha semplicemente trascurato di avvisarmi? Non sarebbe stata sufficiente un po’ più di chiarezza? Non sarebbe stato sufficiente telefonarmi – Lei, non la sua segretaria – e chiedermi con trasparenza cosa avrei voluto fare? Sicuramente le avrei risposto che mi sarei operata privatamente.

Con “immutata” stima,

Francesca

PS: Ah… sono ancora in attesa delle fatture che doveva spedirmi…

Insalata di pollo

Buon autunno a tutti! Il tempo oggi è proprio in linea con la stagione, voglio perciò proporvi un piatto adatto a queste giornate un pò uggiose infatti comprende un buon brodino ed un’insalata da gustare sia tiepida che a temperatura ambiente.

Ingredienti:

  • 500 gr di pollo a pezzi
  • 2 carote
  • 2 cipolle
  • 2 zucchine
  • 4 patate
  • prezzemolo
  • dado vegetale
  • concentrato di pomodoro
  • sale
  • olio
  • maionese
  • colla di pesce

Procedimento:

Fatte bollire una pentola d’acqua, capiente quanto basta per contenere tutti gli ingredienti. Come l’acqua inizia a scaldarsi aggiungete la carne e fatela schiumare, con un colabrodo togliete tutta la schiuma. Unite quindi  le verdure ed il prezzemolo. Circa a metà cottura delle verdure, aggiungete il sale, l’olio, il dado ed il concentrato di pomodoro. Ultimata la cottura, separate il brodo dalla carne e dalle verdure. Tagliate a pezzi le carote, le cipolle e le zucchine, riducete in purea le patate. Spellate e fatte a pezzi la carne. Unite il pollo alla purea di patate. In una pirofila mettete prima uno strato di patate con la carne e poi uno di verdure. Decorate l’ultimo strato con la maionese e se vi piace ricoprite il composto con la colla di pesce. Buon Appetito!!!

Tzatzíki o zazichi

Un pò di tempo fa sono stata a cena da un’amica, sapendo che adoro le salse,  aveva preparato lo Tzatzíki, una salsa a base di cetriolo tipica della cucina greca. Mi è piaciuta tanto, così le ho chiesto la ricetta e l’abbiamo riproposta ai nostri amici, è stata un successo! Provatela pure voi.

Ingredienti:

  • 2 cetrioli
  • 1 vasetto di yogurt bianco
  • menta
  • 1 spicchio d’aglio
  • sale

Procedimento:

Lavate  e grattugiate i cetrioli con tutta la buccia, salateli e metteteli a scolare per almeno un’ora. Aggiungete quindi lo yogurt,  l’aglio e la menta finemente tritati. Lasciare riposare in frigo e servire ben freddo. Buon appetito!!!

Sentiamo parlare tutti i giorni delle enormi differenze che caratterizzano le diverse regioni italiane, soprattutto il grande divario fra nord e sud. Lavorando per un’azienda con sedi sparse un pò in tutta la penisola, avevo notato già da tempo che queste differenze non sono solo una  realtà lontana che si percepisce sulle grandi cose,  ma anche nella quotidianità l’approccio alla risoluzione dei problemi è completamente diverso tra regione e regione.

L’ultima cosa che mi ha lasciato interdetta, è stata la compilazione della documentazione per la TARSU, ossia la tassa sulla nettezza urbana che bisogna presentare ai Comuni, obbligatoriamente per ogni immobile del quale si usufruisce sia a titolo di proprietà sia in affitto.

Collegandosi al sito comuni-italiani.it si riescono ad avere tante informazioni su ogni comune della nostra penisola, compreso il collegamento ai singoli siti ufficiali. Nella maggior parte dei quali è presente la voce “tributi”. Peccato che nella maggior parte dei casi questa voce sia una pagina ancora in costruzione oppure ci si trovi di tutto tranne la modulistica necessaria per le dichiarazioni obbligatorie. Ma qui cominciano le differenze: in alcuni comuni della Lombardia è bastata una telefonata e gli impiegati del ufficio tributi mi hanno aiutato a trovare ciò di cui avevo bisogno (che si trovava sotto le voci più strane) oppure, più semplicemente, mi hanno inviato una mail col modulo da compilare e rispedire.  Su circa 50 comuni che ho contattato, ognuno ha il suo modulo prestampato diverso da quello degli altri, e tutti chiedono allegati differenti.

Già questo contribuisce a creare una grande confusione, ma che succede se ci spostiamo al sud? Nei siti ufficiali neanche l’ombra della documentazione per pagare  le tasse. Allora chiamo le diverse sedi e, parlando dei Comuni più grandi, nessuno è stato in grado di mandarmi nemmeno un fax con la suddetta modulistica. Mi hanno chiesto di fare una auto dichiarazione indicando tutti gli estremi necessari a sbrigare tale pratica. Eccomi quindi a scrivere di mio pugno una lettera, che dovrò poi correlare con tutta la documentazione, e quindi preparare la classica vecchia raccomandata, con ricevuta di ritorno (spendendo 5 euro a comune), e sperando di trovare un buon postino che non butterà via il plico ma lo consegnerà al destinatario che avvierà così la pratica per il pagamento della TARSU.

La mia è solo una piccola goccia nel oceano di problemi di questa nostra Italiotta (come la definiva il mio prof. d’inglese), ma sono convinta che per poter migliorare basti un piccolo forzo di ognuno, perchè se i diversi comuni dispongono di siti completi di tutto, belli nella grafica e facili da consultare, significa che dispongono anche della possibilità di mandare una mail. Perchè non lo fanno? Perchè l’impiegata non si rende conto che se scrive due righe al computer anche il suo lavoro si velocizza e la libera di tutte le incombenze che genera il materiale cartaceo? In questi casi la colpa non è da attribuire alla regione in cui si vive, ma credo che dipenda dal buon senso di ognuno di noi.

Pomodori col riso

Siamo a luglio!!! Il mese nel quale si va al mare, c’è sempre caldo e ci si veste  con gli abiti di lino! Ma dove? In che posto? Qui ormai piove sempre! Ma nonostante questa stagione che sembra un autunno anticipato,  la voglia di cucinare qualcosa di fresco è tanta, così vado a fare la spesa e  leggo il cartellino: “Pomodori per riso”, allora mi dico: ” Anche se non li ho mai fatti troverò qualche ricetta e  preparo un piatto che a Stefano piace tanto”. Così ho fatto e devo dire che non sono venuti male. Ecco la ricetta!

Ingredienti:

  • 5 pomodori
  • 250 gr di riso
  • basilico
  • origano
  • patate
  • olio
  • pepe
  • sale

Procedimento:

Tagliate la parte superiore dei pomodori, svuotateli e mettete la polpa in una terrina. Salateli e fateli sgocciolare a testa in giù fino al momento di riempirli! Aggiungete il riso crudo alla polpa, salate pepate ed aggiungete il basilico sminuzzato. Lasciate macerare il tutto per circa 40 minuti. Nel mentre tagliate le patate, salatele, aggiungete un pò di olio ed  iniziate a farle cuocere al forno. Passato il tempo di macerazione del riso riempite i pomodori col composto e sistemateli nella stessa teglia in cui stanno cuocendo le patate. Fateli cuocere in forno a 180° per circa 45 minuti. Serviteli freddi! Buon appetito!

Pollo in agrodolce

 

Qualche tempo fa, mentre facevamo la spesa, abbiamo trovato una confezione di preparato per il pollo in agrodolce. Curiosi abbiamo deciso di comprarla, rimanendo delusissimi dal fatto che l’avevamo pagata circa 7  Euro e conteneva: 1 bustina di salsa di soia, 1 bustina di salsa agrodolce, un mini barattolo di ananas sciroppato e la ricetta per preparare il tutto. 

Essendo  ingredienti di uso comune, presenti in tutte le cucine abbiamo deciso di ricreare la scatola a casa. Ecco la nostra ricetta. Buon Lavoro!

Ingredienti:

  •  1 Kg di petto di pollo
  •  1 barattolo di ananas sciroppato
  •  1 peperone
  •  farina
  •  sale
  •  olio

 

Per la salsa agrodolce:

  •  2 bicchieri di salsa di pomodoro
  •  2 cucchiai di salsa di soia
  •  1 bicchiere di zucchero
  •  1 bicchiere scarso di maizena
  •  1 bicchiere di aceto
  •  1 bicchiere di acqua

 
Procedimento:
Preparazione della salsa di pomodoro.

Versate in un pentolino la salsa di pomodoro, scioglitevi dentro la maizena mescolando velocemente per non far fare i grumi, dopo che si è sciolta aggiungete lo zucchero, quindi l’aceto, la salsa di soia e l’acqua. Mettete il pentolino sul fuoco e lasciate cuocere finchè la salsa diventa densa. Lasciatela quindi raffreddare un pò e servitela insieme al pollo.

Tagliate il pollo a dadini, salate i dadini ed infarinateli (se li volete più croccanti potete aggiungere alla farina un pò di polenta), friggeteli in abbondante olio bollente. In una pentola capiente fate cuocere il peperone tagliato a quadratini con un pò di olio e sale. Una volta cotti i peperoni unite nella stessa pentola l’ananas a pezzi ed in fine il pollo.  Fate saltare il tutto per qualche minuto. Versate nel piatto un pò di salsa di pomodoro e quindi la carne. Buon Appetito!

 

cathuyxfca45hy6kcau1mnr2ca0fn9r4ca3qil4jcae70dy7ca96gx5qcapvfqn8ca0pc3v6cau09acecac5ws3dcas2sb66ca67kwdncaiox4zycapqrv3scasop6qdcaq74fnuca30wjwicaw13ir3Sono circa nove mesi che viaggio dalla Sabina, per me è stato un pò come tornare a scuola, tutte le mattine in viaggio sul treno che fra mille imprevisti e spesso con altrettanti disagi mi porta a destinazione. Non essendo della zona non conoscevo nessuno, ma dopo qualche giorno i visi mi sono diventati famigliari, così come le loro voci. Ho conosciuto  tante persone che come me fanno i pendolari e non vedono più il viaggio come una perdita di tempo, ma come un’occasione per staccare un pò la spina e farsi due risate con gli altri compagni di viaggio. Stamattina sono arrivati carichi di buste, si erano messi d’accordo per portare ognuno qualcosa e brindare insieme per la Pasqua. Il vagone si è presto riempito di colori, profumi e sapori che hanno rallegrato un pò la giornata di tutti. Anche la vita del pendolare se saputa prendere per il verso giusto non è poi così male. Buona Pasqua a tutti!

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