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Archive for agosto 2012

Un piatto gustoso, leggero e adatto a tutte le stagioni. Ideale per una cena con molti amici e pratico da portare ad un picnic in campagna.

Ingredienti:

  • 500 gr. di arista di maiale
  • battuto di cipolle, sedano, carote
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 2 cucchiai di olio e.v.o.
  • sale
  • paprika piccante
  • cannella
  • erba cipollina
  • maggiorana
  • timo
  • 0,5 litri di acqua
  • 1 dado

Procedimento:

Mettete a scaldare l’acqua in un pentolino e preparate quindi il brodo di dado. Versate in una pentola  l’olio  che fate scaldare con l’aglio sminuzzato, dopo un minuto aggiungete la cipolla, la carota ed  il sedano. Fate soffriggere bene e mettete quindi la carne a pezzo intero. Quando la carne sarà rosolata su tutta la superficie aggiungete tutte le spezie. Fate insaporire un pò, quindi aggiungete un bicchiere di vino e fatelo tirare a fuoco lento. Irrorate col brodo fino a quando la carne non sarà ben cotta. Lasciate raffreddare la carne e tagliatela quindi a fettine sottili. Frullate la salsa ottenuta in cottura. Disponete le fette in un piatto da portata, cospargetele con un pò della salsa e quella rimasta versatela in una terrina che porterete in tavola insieme all’arrosto. Potete servire la carne sia calda che a temperatura ambiente. Buon Appetito!!!

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Avere 37 anni nell’era digitale, essere cresciuti in un piccolo paese al centro della Sardegna, dove devi avere lo spirito, la forza e la fantasia per crearti tu un avvenire e molto spesso anche il coraggio di lasciare tutto e fare la valigia per poterti realizzare ed avere un’indipendenza economica. Ecco qual’è stata la mia generazione nel contesto in cui io l’ho vissuta. Siamo i nipoti di chi è cresciuto col Re, di chi ha vissuto la monarchia, il fascismo e le due grandi guerre, una generazione che io non considero perduta, ma figlia di un mondo effimero che da piccoli ci ha regalato tanto materialismo e strade in discesa, convinti che solo chiedendo si otteneva tutto. Una generazione in cui i figli sono stati viziati ed agevolati in tutto e per tutto da famiglie che li sognavano tutti medici o avvocati, convinti che con un pezzo di carta tutto fosse risolto ed il lavoro fosse li che ci aspettava, tanto fino a trent’anni si poteva campare con le 3 o 4 pensioni dei nonni e la pensione presa a 40 anni dal papà e dalla mamma, che magari a 18 avevano avuto la fortuna di entrare in un posto di lavoro di quelli ritenuti a “rischio”.  Si: a rischio per il futuro dei propri figli.

Ecco la ricetta che suggerisce il sito “generazione perduta” per non essere considerati poi così perduti:

Ingredienti:

  • 1 kg rispetto
  • 2 kg merito
  • 5 kg impegno
  • 10 kg progetto
  • 100 kg fiducia

Procedimento:

Prendiamo un recipiente capiente dove versare  il rispetto, ed iniziamo a rispettare prima di tutto noi stessi. Solo allora potremo rispettare gli altri: nessuno può decidere per voi e soprattutto nessuno vi rispetterà se non siete neanche in grado di far sentire la vostra voce e far valere le vostre opinioni. Aggiungiamo il merito. Meritate ciò che avete: le cose ottenute con facilità non portano da nessuna parte. E comunque, che soddisfazione si ha nel vivere un presente che qualcuno vi ha fatto avere senza sforzi, e senza capire nemmeno come lo avete ottenuto? Uniamo quindi l’impegno e mescoliamo bene. Per avere rispetto ed ottenerlo con merito serve impegno, una parola spesso sconosciuta nel vocabolario della nostra generazione.  Sempre girando il nostro composto uniamoci dentro il progetto. A cosa servirebbe infatti l’impegno senza un progetto? E’ il progetto che consente di raggiungere un obiettivo e quindi a crescere. E’ il progetto che ci consente di essere artefici della nostra vita e del nostro futuro . Un futuro che realizzerà solo chi nei suoi progetti avrà sempre tanta fiducia, ingrediente indispensabile senza il quale la ricetta non può essere realizzata: tanta voglia di sognare e di credere nei propri sogni. Non siamo perduti, siamo spesso fraintesi ed ignorati. Veniamo considerati il capro espiatorio di chi così ci ha voluto,  ignorando le nostre esigenze e le nostre capacità. Una vera e sana fiducia in noi stessi, unita agli altri ingredienti, sarà ciò che ci permetterà di continuare ad andare avanti e di continuare a permettere di vivere anche con il nostro aiuto (per non dire – in alcuni casi – alle nostre spalle) a coloro che ci considerano perduti. Cuociamo in forno già caldo a circa 200° per il tempo necessario ad avere una completa visione di chi vogliamo essere soprattutto ai nostri occhi e serviamo ben caldo a chi in noi vede solo un piatto bruciato.

Buon appetito a tutti!!!

 

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