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Archive for the ‘Nella vita’ Category

LogoCarissimi amici,                                                                                                                                                           in questo periodo sono stata lontana dal mio blog, ma con una buona giustificazione: è nata  “Dolci Scoperte”, un’ associazione culturale, che ho creato con qualche amico ed alla quale siete invitati tutti voi, che attraverso il nostro sito Dolci Scoperte  desidera far conoscere, scoprire e gustare a tutti voi le tradizioni ed i sapori del nostro bel paese, partendo dalla mia terra, cioè la Sardegna. Vogliamo iniziare questo viaggio nel gusto con uno dei prodotti più diffusi e conosciuti della mia terra, cioè i papassini!!! In pochi giorni la nostra pagina fb ha ricevuto oltre 300 like, mentre il nostro account twitter ha più di 40 follower. Inizia così una nuova avventura, un nuovo modo per esprimere e far partecipi tutti voi delle mie passioni e dei gusti con i quali sono cresciuta e che così mi fanno sentire la mia terra un pò più vicina. Voglio ringraziarvi ancora per tutte le volte che visitate e leggete queste mie pagine, ma soprattutto voglio invitarvi a seguire e commentare con lo stesso interesse anche le nuove pagine che vi ho presentato :-

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web26 febbraio 2013, oggi è la giornata dei riscontri, il momento in cui si tirano le somme. Leggendo le varie testate giornalistiche e i vari siti web, riscontro  solo un piagnisteo generale ed un rinfacciarsi l’un l’altro ciò che poteva essere e non è stato, ciò che si sognava ma è svanito come una bolla di sapone. Non ho mai avuto una chiara idea politica, nata in una famiglia tendenzialmente di sinistra, ma con i nonni che da sempre e per sempre hanno votato scudo crociato, dentro di me sin da piccola ho maturato la convinzione che non esiste il partito del bene e quello del male, ma che nelle ideologie sia di destra che di sinistra c’era qualcosa di buono. Quel buono che però nel momento in cui si sale al potere svanisce, ed il povero cittadino viene dimenticato e lasciato a se stesso, ora come durante le grandi rivoluzioni. Ora però rispetto al passato c’è una nuova consapevolezza ed un forte strumento che prima non avevamo, anche una pinco pallina come me, che in passato nessuno avrebbe mai ascoltato ed in nessun modo poteva far sentire la sua voce, oggi lo può fare. Internet da a tutti noi la possibilità di farci sentire, è la voce imparziale sia che  mi chiami Silvio Berlusconi che Francesca Tanda, sulla rete come può parlare lui lo posso fare pure io. Oggi una persona che è un guru di questi strumenti mi ha detto: “Non si vincono le elezioni col web”, io gli rispondo che il web per le masse è ancora uno strumento nascente, ma che ormai raggiunge tutti. Ho su fb amici che prima non avrebbero mai preso una penna per scrivere, in rete invece fanno sentire la loro voce. La grande vittoria di Grillo, è per me il segno di come la gente c’è, è arrabbiata ma presente, e dando voce a questo personaggio, che in anni si è fatto strada sul web, ma che soprattutto è sceso in piazza fra di noi a gridare a voce alta ciò che noi sussurriamo, deve essere la spinta per cercare nelle prossime consultazioni di essere tutti più presenti, e di dimostrare che dobbiamo essere  noi popolo a far sentire la nostra voce, e non quei grandi, da cui io sinceramente non mi sono mai sentita rappresentata.

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Ciao amici, è triste dirlo, ma l’estate ci sta ormai salutando però con le prime piogge ricominciano anche i progetti e le aspettative per il nuovo anno lavorativo che in questi mesi erano rimaste assopite. Così, oltre ad andare in giro a cercare case, sperando di aiutare qualcuno a realizzare il suo sogno più grande, ho deciso di provare a realizzare anche uno dei miei piccoli sogni e così…  rivedendo un pò il mio blog, e soprattutto le varie ricette che vi ho proposto in questi quattro anni insieme, mi sono resa conto che ormai  sono arrivate ad un buon numero ed allora ho pensato, perchè non raccoglierle in un e-book? Una piccola raccolta di piatti che ho condiviso con voi, ma soprattutto che vi invito a voler valutare e provare insieme. L’idea è quella di riproporvi giornalmente i vari post, e con i Vostri commenti e suggerimenti modificarli, realizzarli e valutarli fino a realizzare un piatto semplice ma gustoso e bello da portare in tavola in qualsiasi occasione. Partendo da questo, spero presto di dare una nuova veste al mio blog, ma soprattutto di riuscire a renderlo non solo mio ma nostro, grazie alle vostre idee e consigli!!! Che ne dite? Ce la farò? O meglio, volete essere con me ed aiutarmi in questo piccolo sogno?

Grazie a tutti!!! 🙂

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Avere 37 anni nell’era digitale, essere cresciuti in un piccolo paese al centro della Sardegna, dove devi avere lo spirito, la forza e la fantasia per crearti tu un avvenire e molto spesso anche il coraggio di lasciare tutto e fare la valigia per poterti realizzare ed avere un’indipendenza economica. Ecco qual’è stata la mia generazione nel contesto in cui io l’ho vissuta. Siamo i nipoti di chi è cresciuto col Re, di chi ha vissuto la monarchia, il fascismo e le due grandi guerre, una generazione che io non considero perduta, ma figlia di un mondo effimero che da piccoli ci ha regalato tanto materialismo e strade in discesa, convinti che solo chiedendo si otteneva tutto. Una generazione in cui i figli sono stati viziati ed agevolati in tutto e per tutto da famiglie che li sognavano tutti medici o avvocati, convinti che con un pezzo di carta tutto fosse risolto ed il lavoro fosse li che ci aspettava, tanto fino a trent’anni si poteva campare con le 3 o 4 pensioni dei nonni e la pensione presa a 40 anni dal papà e dalla mamma, che magari a 18 avevano avuto la fortuna di entrare in un posto di lavoro di quelli ritenuti a “rischio”.  Si: a rischio per il futuro dei propri figli.

Ecco la ricetta che suggerisce il sito “generazione perduta” per non essere considerati poi così perduti:

Ingredienti:

  • 1 kg rispetto
  • 2 kg merito
  • 5 kg impegno
  • 10 kg progetto
  • 100 kg fiducia

Procedimento:

Prendiamo un recipiente capiente dove versare  il rispetto, ed iniziamo a rispettare prima di tutto noi stessi. Solo allora potremo rispettare gli altri: nessuno può decidere per voi e soprattutto nessuno vi rispetterà se non siete neanche in grado di far sentire la vostra voce e far valere le vostre opinioni. Aggiungiamo il merito. Meritate ciò che avete: le cose ottenute con facilità non portano da nessuna parte. E comunque, che soddisfazione si ha nel vivere un presente che qualcuno vi ha fatto avere senza sforzi, e senza capire nemmeno come lo avete ottenuto? Uniamo quindi l’impegno e mescoliamo bene. Per avere rispetto ed ottenerlo con merito serve impegno, una parola spesso sconosciuta nel vocabolario della nostra generazione.  Sempre girando il nostro composto uniamoci dentro il progetto. A cosa servirebbe infatti l’impegno senza un progetto? E’ il progetto che consente di raggiungere un obiettivo e quindi a crescere. E’ il progetto che ci consente di essere artefici della nostra vita e del nostro futuro . Un futuro che realizzerà solo chi nei suoi progetti avrà sempre tanta fiducia, ingrediente indispensabile senza il quale la ricetta non può essere realizzata: tanta voglia di sognare e di credere nei propri sogni. Non siamo perduti, siamo spesso fraintesi ed ignorati. Veniamo considerati il capro espiatorio di chi così ci ha voluto,  ignorando le nostre esigenze e le nostre capacità. Una vera e sana fiducia in noi stessi, unita agli altri ingredienti, sarà ciò che ci permetterà di continuare ad andare avanti e di continuare a permettere di vivere anche con il nostro aiuto (per non dire – in alcuni casi – alle nostre spalle) a coloro che ci considerano perduti. Cuociamo in forno già caldo a circa 200° per il tempo necessario ad avere una completa visione di chi vogliamo essere soprattutto ai nostri occhi e serviamo ben caldo a chi in noi vede solo un piatto bruciato.

Buon appetito a tutti!!!

 

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Gesù Bambino per me  quest”anno è arrivato con tre giorni di anticipo sul previsto, infatti ieri ho superato l’esame presso la Camera di Commercio e finalmente sono un “Agente Immobiliare”!!! Voglio inanzi tutto ringraziare Stefano, per avermi supportato e sopportato in questa mia nuova avventura; ora bisogna verificare sul campo se tutto ciò che ho imparato in teoria lo so applicare pure alla pratica. Purtroppo, inizio a conoscere questo mondo in un periodo di recessione e grande crisi, un periodo in cui,  per molti, la casa è una stella che brilla ancora purtroppo  lontana, e chi invece, se la vede sfuggire perchè a causa della disoccupazione o di tanti altri fattori negativi non è più in grado di tenerla. Io penso che, nonostante il periodo sia così buio, la cometa arriverà anche quest’anno e se siamo disposti a guardare la sua luce con un sorriso cercando di illuminare coi nostri occhi  un pò questa oscurità forse presto la luce sarà di nuovo al centro dei nostri giorni e ci aprirà la via per camminare sul percorso che desideriamo dando gioa ed un pò di luce in più a chi il suo sorriso ce lo regala senza chiederci niente, ma solo per vedere un pò di felicità sul nostro viso. Buon Natale a tutti!!!

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Oggi 1 agosto, mi sono stati inviati dalla scuola di formazione on-line, alla quale mi sono iscritta circa un mese fa, lo username e la password per poter iniziare il corso che mi abiliterà poi a sostenere l’esame presso la camera di commercio per poter diventare agente immobiliare. Ero così contenta d’iniziare, ed aspettavo con ansia questa giornata, ma come tutte le cose che carichiamo di tante aspettative, anche questa è stata una grandissima delusione. In teoria, la lezione inizia con l’ascolto di un video, nel quale l’insegnante spiega diversi argomenti. Segue quindi la lettura degli argomenti nel manuale tecnico, e poi la verifica di ciò che si è appreso, tramite delle domande a risposta multipla, che non ti permettono di avanzare nell’esercizio finchè non dai la risposta esatta. Se fosse così semplice, andrebbe anche bene, il problema, sta nel fatto che non c’è nessuna connessione logica fra gli argomenti trattati nel video e l’ordine in cui gli stessi sono riportati nel manuale; per non palare poi delle domande, delle quali forse solo qualcuna è relativa a ciò che abbiamo sentito dal nostro insegnante. Scoraggiata e profondamente delusa ho scritto una mail all’istituto ed ora aspetto una risposta. Vi darò notizia degli sviluppi di questa situazione. Per ora rimango tanto amareggiata  dal fatto che anche le cose, che dovrebbero essere semplici e logiche, finiscono per diventare fonte di intoppi e rallentamenti nel nostro percorso formativo e quindi anche di sviluppo del nostro profilo professionale.

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 Durante questo periodo sono stata un pò assente dal mio blog, ma ho  avuto occasione di sperimentare tante nuove ricette, col povero Stefano che, fortunatamente non si lamenta mai dei miei esperimenti culinari, anzi, questa che vi propongo oggi è una sua specialità, nata da una ricetta della nostra amica Mirella.

Ingredienti:

  • 200 gr di riso
  • 2 arance
  • 2 noci di burro
  • 1 bicchierino di brandy
  • brodo di dado vegetale
  • 1 cucchiaio di panna da cucina

 

Procedimento:

Preparate un pentolino di brodo di dado vegetale. Lavate le arance intere, asciugatele bene e grattugiatene  la scorza, tagliatele quindi in due parti e spremete il succo. Sciogliete una noce di burro in una padella antiaderente,versate il riso e lasciatelo tostare un pò. Aggiungete il brandy, fatelo fiammeggiare, o se preferite, fatelo sfumare.Versate quindi un mestolo di brodo per volta, lasciandolo assorbire, fino a quando il riso non sarà quasi cotto. Quando manca poco alla fine della cottura aggiungete al composto il succo d’arancia,  fatelo assorbire ed amalgamate quindi la panna. Mantecate il riso col burro rimasto. Prima di togliere la pentola dal fuoco unitevi la scorza dell’arancia. Servite ben caldo. Se piace si può aggiungere del parmigiano grattugiato, ma poco, sennò copre gli altri sapori.  Buon appetito!!!

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