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Archive for novembre 2009

Soufflè o tortini di zucca

Lo scorso fine settimana sia la mia vicina di casa che un mio collega mi hanno regalato una zucca. Sono venuti a cena degli amici, ed il filo conduttore della cena è stato proprio quest’ ortaggio. Come antipasto abbiamo deciso di preparare dei soufflè, così ho cercato in rete e mi è piaciuta tanto la ricetta di Tizyan. Ve la ripropongo con qualche piccola variante, e vi garantisco che il risultato è davvero ottimo!!!

Ingredienti:

  • 220  gr di zucca
  • 220 gr di latte
  • 20 gr di maizena
  • 25 gr di burro
  • 50 gr di parmigiano grattugiato
  • 50 gr di farina bianca
  • 2 uova
  • sale
  • noce moscata

Procedimento:

Tagliate la zucca a pezzettoni, fatela cuocere con poca acqua ed un pò di sale poi frullatela. Fate scaldare il latte, mentre scalda in un pentolino, sul fuoco a fiamma bassa,  sciogliete il burro con la maizena. Aggiungete quindi il latte caldo e mescolate bene finchè otterrete una besciamella molto densa. Lavorate gli albumi a neve. Versate il una terrina capiente la zucca, la besciamella, la farina setacciata, il parmigiano, la noce moscata e per ultimi gli albumi. Mescolate bene e lasciate riposare qualche minuto. Imburrate ed infarinate gli stampini versatevi quindi il composto e metteteli nel forno già caldo a 200° per circa 30 minuti. Serviteli ben caldi. Buon appetito!!!

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Caro Professor Alessandro Mutolo,

la mia avventura con il cheratocono è iniziata oltre un anno e mezzo fa. Dopo alcuni mesi di ricerche e visite, su suggerimento di un comune amico, mi sono rivolta a Lei. La prima cosa che feci durante la visita fu raccontarle cosa mi avevano detto gli altri oculisti, e quanti di essi avessero spinto per operarmi immediatamente per un cross linking corneale, ovviamente in clinica privata, ovviamente a pagamento. Lei mi disse che in caso di operazione mi sarei potuta operare presso l’Ospedale Oftalmico, dove lei lavorava. E proprio per muoversi in questa direzione, mi mandò a fare una visita proprio all’Oftalmico, ove la gentilissima dottoressa Balestrazzi, dopo avermi visitato, mi disse di aspettare sei mesi per valutare come sarebbe progredita la malattia. Passati i sei mesi, a Luglio dell’anno scorso, ci siamo visti di nuovo, sempre presso il suo studio privato. Dopo quella visita mi disse che si sarebbe preso una settimana per decidere il da farsi: cross linking corneale o direttamente trapianto della cornea. Inutile che le racconti la mia ansia in quei giorni, quando mi prospettò – invece dell’intervento che mi aspettato – un intervento ben più pesante. Per fortuna la Sua decisione fu quella di procedere con il Cross Linking corneale, e mi disse che entro Ottobre mi sarei operata. Ma ottobre è passato, ed a Novembre ho iniziato a chiamarla per sapere quando avrei potuto effettuare l’operazione prevista per il mese precedente.

Da questo momento, non la ho più sentita. Ho interloquito sempre con la sua segretaria. Anche quando, dopo che il nostro comune amico l’ha contatta per avere notizie (devo ammettere che a lui ha risposto subito, chissà perché) la convocazione per l’intervento l’ho ricevuta dalla sua assistente, che mi ha comunicato data, ora e luogo. E proprio con la comunicazione del luogo mi è caduto il mondo addosso. Intervento in clinica privata, ovviamente a pagamento (l’”ovviamente” è della sua segretaria).

A questo proposito, ho qualche domanda da farle. Propri a Lei, non alla segretaria, con la quale da allora in poi mi sono trovata a parlare:

  • In considerazione del fatto che all’esordio del nostro rapporto, si parlò esplicitamente di ricovero in Ospedale (motivo per il quale mi fece visitare dalla sua collega all’Oftalmico), non sarebbe stato opportuno, corretto e necessario avvisarmi del cambiamento di programma?
  • Se – come ha detto al nostro amico – ha dato per scontato che l’operazione si sarebbe svolta privatamente, non sarebbe stato quanto meno utile che me ne informasse e mi comunicasse il costo di detta operazione? (particolare non del tutto irrilevante, al quale Lei non ha fatto cenno).
  • Anche se – come ha detto al nostro comune amico (eh sì, perché con me non ha ritenuto necessario scomodarsi a parlare) – Lei non opera più all’Oftalmico per “disavventure professionali”, perché ha detto che quest’operazione all’Oftalmico non la fanno, quando è bastata una telefonata al CUP per sapere che invece la fanno normalmente?
  • Non sarà – molto semplicemente – che dal nostro primo incontro Lei non lavora più all’Oftalmico ed ha semplicemente trascurato di avvisarmi? Non sarebbe stata sufficiente un po’ più di chiarezza? Non sarebbe stato sufficiente telefonarmi – Lei, non la sua segretaria – e chiedermi con trasparenza cosa avrei voluto fare? Sicuramente le avrei risposto che mi sarei operata privatamente.

Con “immutata” stima,

Francesca

PS: Ah… sono ancora in attesa delle fatture che doveva spedirmi…

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