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Archive for maggio 2008

Anche questa settimana continuo a pubblicare il mio racconto, “Oltre i confini del mare“. Nella scorsa puntata Sabrina – andata in Sardegna per cercare le sue origini – trova la sua famiglia e si innamora, scoprendo inoltre che potrebbe salvare suo nipote, malato di leucemia.

Questa volta…


Scoprire la nuova realtà fu un duro colpo per la famiglia Lai, ma il barlume comparso all’orizzonte, che faceva rinascere la speranza per la salute di Vittorio, fu più forte di qualsiasi pregiudizio, e Sabrina venne accolta come una parente che era stata lontana per tanto tempo.

I giorni seguenti rappresentarono una corsa contro il tempo, era necessario fare tutti i controlli, le analisi e gli accertamenti. Sabrina dovette tornare negli Stati Uniti per raccogliere tutta la documentazione necessaria per procedere all’operazione. Far capire ai suoi il perché di questa follia non fu semplice, ma dopo le prime incertezze l’aiutarono nei preparativi e la mamma volle accompagnarla in Sardegna per esserle vicina se ci fosse stato l’intervento, ed anche per conoscere coloro che la vita aveva tenuto così lontani.

Per effettuare le analisi Sabrina venne ricoverata in clinica insieme a Vittorio.
Guardava dalla finestra quando una mano le si posò sulla spalla, questa volta non si spaventò riconoscendo quel tocco a lei così caro. “La tua ansia è più che giustificata” – disse Matteo – “Ma non avere paura, hai già fatto tanto, tutti noi te ne saremo grati per sempre!”.

Si abbandonò fra le sue braccia ad un pianto liberatore e rimasero in silenzio a guardare gli alberi che oscillavano alla fresca brezza notturna. Era ormai notte fonda quando si salutarono nell’ingresso dell’ospedale e fu allora che la baciò, un bacio tenero e molto intenso che le rimase impresso sulle labbra.

L’esito dell’esame fu positivo. Dopo una settimana si ritrovarono in sala operatoria.

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Gatò di patate

La ricetta è di Stefano, io ho modificato un po’ il procedimento. E’ uno dei miei piatti preferiti, provatelo!
Ingredienti:
  • 1 Kg di patate
  • 200 g di mortadella tagliata a dadini
  • 200 g di prosciutto cotto tagliato a dadini
  • 200 g di mozzarella o formaggio che fila
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 1 uovo
  • sale
  • pepe nero
  • noce moscata
  • pane grattugiato

Procedimento:

Dopo averle pelate lessate le patate in acqua leggermente salata. Schiacciatele fino ad ottenere un composto omogeneo, aggiungete il pepe, la noce moscata, il latte caldo, l’uovo intero e se necessario un po’ di sale. Versate nel composto la mortadella, il prosciutto ed il formaggio. Quando il tutto è amalgamato per bene versatelo in una teglia imburrata e infarinata. Spolverare con una manciata di pane grattato e cuocere in forno a 180 gradi per 30 minuti.  Buon Appetito!

 

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Con un ritardo abissale, riprendo a pubblicare il mio racconto ambientato in Sardegna, aspettando i vostri commenti…

Nella prima puntata Sabrina, cercando una cesta in solaio, ha trovato un cofanetto con il nome del bisnonno. Nella seconda puntata scopre lo scambio epistolare tra Bachisio e Vittoria, ed il loro amore tormentato. Nella terza puntata, Sabrina decide di partire per la Sardegna. Nella quarta puntata incontra un uomo. Nella quinta scopre che quell’uomo è un medico. Mentre stanno parlando, viene chiamato da una donna, che gli dice che il figlio sta morendo…

Dopo pochi istanti arrivò nello studio un uomo grosso come una montagna, che teneva fra le braccia un bambino, pallido come un lenzuolo. Sabrina credette di svenire, quella creatura era il ritratto vivente del suo bisnonno, sembrava la reincarnazione di Bachisio da bambino.
Mentre il medico visitava il piccolo, Sabrina si mise a parlare con la madre: “È affetto da una grave forma di leucemia, è sotto chemioterapia, mentre cenavamo ha avuto un malore e ha perso i sensi” – “Come si chiama?” chiese – “Vittorio” disse quella, “Era il nome di mia nonna”.

Ogni suo dubbio venne dissolto, quelli erano i suoi parenti e quel bimbo era suo nipote, nonno Bachisio aveva fatto alla sua donna il dono più bello, le aveva regalato una figlia. Il suo volto riviveva ora in quella creatura con la quale però il destino era stato avverso.
Quando la famiglia lasciò l’ambulatorio, Matteo la riaccompagnò alla pensione.
Chiese se poteva offrirgli la cena, un piccolo riconoscimento per tutto il disturbo che aveva causato. Davanti ad un bel piatto di zuppa gallurese Sabrina disse: “Povera creatura, ma non esiste nessun rimedio?” – “Ormai le rimane solo il trapianto di midollo, ma i suoi genitori non sono compatibili e i fratellini sono ancora troppo piccoli” – “Potrei donarglielo io” – disse lei, “Non è così semplice, non avete nessun legame di sangue, è praticamente impossibile che voi due siate compatibili” – “Forse ti sbagli, penso che invece esista un legame fra noi!”.

Iniziò a raccontare tutta la storia, dal ritrovamento delle lettere alla sua decisione di partire per la Sardegna e di come nel bambino aveva rivisto il volto del nonno.

Sarebbe magnifico se fosse come dici! Hanno sofferto tanto ed ora sono davvero disperati, se non si trova a breve un donatore, la situazione si aggraverà fino a diventare irreparabile!

Mi sento in imbarazzo davanti a queste persone, la mia scoperta sconvolgerà tutte le loro convinzioni!

Sono sicuro che se servirà per salvare il bambino accetteranno con entusiasmo i nuovi parenti! Se vuoi ti accompagno da loro domani

Sei il mio angelo custode! Grazie!”.

Quella notte non fu facile per Sabrina addormentarsi, aveva conosciuto i nuovi parenti, si sentiva responsabile per la sorte di quella creatura, ma soprattutto aveva incontrato l’uomo capace di accelerare i battiti del suo cuore rendendola insicura e fragile.

Si era innamorata del dottore.

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E’ passato qualche mese da quando ho iniziato a pubblicare su questo blog.

Sulla mia blogroll si sono aggiunti diversi contatti, alcuni di amici, altri di persone che mi piace leggere e seguire nelle loro avventure. Attraverso i loro racconti ho avuto la possibilià di vedere nuovi posti, provare tante ricette e ampliare le mie conoscenze, scoprire così che dall’altra parte del PC non ci sono degli esseri strani o irragiungibili, ma degli amici che come me hanno voglia di raccontare, ascoltare e condivedere anche le cose più piccole che però riescono a regalarci un sorriso, un commento o semplicemente tenerci compagnia quando stiamo davanti al monitor.

Cerco di realizzare le ricette di Francesca, viaggio con la fantasia nei posti che ci fa scoprire Carmine, ascolto i consigli di Clarita, seguo la nascita del blog di Laura e cosi piano piano anch’io entro nella blogosfera.

Cercherò di aggiornare costantemente la mia blogroll, se mi lasciate un commento sarò contenta di ricambiarvi la visita. Ciao a tutti!

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Tiramisù

 Un classico della cucina italiana,  facile e veloce da preparare, che piace a tutti, sia grandi che piccini. Ottima merenda nei caldi pomeriggi estivi, e delizioso dessert in qualsiasi stagione. 

 

 

 

 

 

 

Ingredienti:

  • 250 gr di mascarpone
  • 250 gr di panna da montare
  • 2 uova
  • 100 gr di zucchero
  • 1 bustina di vanillina
  • biscotti savoiardi
  • caffè
  • cacao in polvere

Procedimento:

Separate l’albume delle uova dai tuorli e metteteli in due terrine, aggiungete i 3/4 dello zucchero ai tuorli ed il restante quarto agli albumi. Lavorate separatamente i tuorli e gli albumi.

Quando i tuorli amalgamandosi con lo zucchero diventano cremosi aggiungete il mascarpone e la vanillina, continuando a mescolare bene il tutto. Montate la panna a neve e – quando è bella solida – aggiungetela all’impasto.

Lavorate ora gli albumi fino a quando diventano una spuma bianca sufficientemente solida (che non coli dalla forchetta) e quindi unitela all’altra crema. Preparate una pirofila alternando uno strato di crema con uno di biscotti imbevuti nel caffè. Dopo aver ricoperto il tutto con la crema fatelo riposare in frigo per almeno due ore. Prima di servilo spolveratelo col cacao amaro. Buon Appetito!

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La ricetta mi è stata suggerita dalla mia amica Simona. E’ un piatto che può essere presentato come antipasto oppure come secondo, ideale anche per una cena in piedi o un pic-nic. I suoi colori fanno pensare alla primavera e col suo profumo delicato ricorda la campagna e le belle gite all’aria aperta.

Ingredienti:

  • 5 fette di prosciutto cotto
  • 5 sottilette di formaggio
  • 20 asparagi
  • erba cipollina
  • parmigiano grattugiato
  • pepe

Procedimento:

Lessate gli asparagi in abbondante acqua salata. Adagiate sul tagliere le fette di prosciutto sulle quali stendete poi la sottiletta (in alternativa, si può usare altro formaggio a pasta filante). Mettete su ogni fetta quattro asparagi, un pò di erba cipollina, salate, pepate e chiudete poi ad involtino. Sistemate gli involtini in una pirofila e cospargeteli con parmigiano. Mettete la pirofila in forno a 180° per circa 8 minuti.

Buon appetito!

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Sono le 22:30, stanchissimi ma felici stiamo per andare a dormire dopo aver percorso circa 500 km per tornare da Matera. Siamo stati due giorni nella meravigliosa città dei “Sassi” in occasione del Barcamp Matera 2008.

…ecco la mia personale cronaca dell’evento!

Venerdì 2 maggio ore 14:00: Esco dall’ufficio mentre mi aspettano impazienti Laura, Stefano, Antonio e Diego. Si parte! Il viaggio è lungo ma divertente, con la preparazione dei panini e Laura che irremovibile mangia solo i suoi pesoforma e una mela. Primo cafè vicino Napoli e poi dritti verso Candela, dove troviamo ad aspettarci Mariangela ed Alfredo.

Arriviamo a destinazione verso le 19:30. Alloggiamo a L’hotel “I Sassi”. Posto molto carino, se non avete la nostra fortuna, ossia di capitare in una stanza dove l’umidità si taglia con il coltello…
Primo appuntamento in piazza, al bar del Sig. Aldo. Dopo un sostazioso aperitivo insieme a Catepol ed il suo husband, Antonella, e tanti altri andiamo a cena a La Coca Cola. Lì ritroviamo Clarita con Gianfranco, Magda (col suo bellissimo pancione) e Alessio, i googlisti, e tanti altri.

Il tre maggio è la giornata vera e propria del barcamp. Io e Laura ce la prendiamo comoda e dopo aver gustato un ottimo cafè in piazza Vittorio Emanuele arriviamo a Le Monacelle. Splendido palazzo nel quale tutto è stato organizzato nei minimi dettagli grazie a Clara, Caterina e tanti altri. Se devo essere sincera ho seguito pochi interventi ma ho conosciuto tanti nuovi amici che venivano fotografati dal bravissimo e simpaticissimo Palmasco. Buffet a base di prodotti tipici, i peperoni fritti hanno riscosso un enorme successo, e quindi alla ricerca del famoso “espressino”. Conclusione verso le 18:30 e quindi appuntamento alle 21:00 alla Diciannovesima Buca per la cena conclusiva di questo bellissimo evento. Siamo stati in giro per questa città veramente unica ed ospitale come poche fino alle tre di notte. Dovevamo riprendere la strada di casa in mattinata ma non volevamo salutare i nostri amici in tutta fretta così ci siamo fermati a pranzo al ristorante “Le Botteghe”, con Enrico e Diana.

Anche se a malincuore, alle 15:00 col “DAJE” conclusivo ci siamo salutati ed abbiamo rispreso con molto meno entusiasmo la via di casa.

Un saluto grande a tutti ed a presto per il prossimo barcamp!

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