Sentiamo parlare tutti i giorni delle enormi differenze che caratterizzano le diverse regioni italiane, soprattutto il grande divario fra nord e sud. Lavorando per un’azienda con sedi sparse un pò in tutta la penisola, avevo notato già da tempo che queste differenze non sono solo una realtà lontana che si percepisce sulle grandi cose, ma anche nella quotidianità l’approccio alla risoluzione dei problemi è completamente diverso tra regione e regione.
L’ultima cosa che mi ha lasciato interdetta, è stata la compilazione della documentazione per la TARSU, ossia la tassa sulla nettezza urbana che bisogna presentare ai Comuni, obbligatoriamente per ogni immobile del quale si usufruisce sia a titolo di proprietà sia in affitto.
Collegandosi al sito comuni-italiani.it si riescono ad avere tante informazioni su ogni comune della nostra penisola, compreso il collegamento ai singoli siti ufficiali. Nella maggior parte dei quali è presente la voce “tributi”. Peccato che nella maggior parte dei casi questa voce sia una pagina ancora in costruzione oppure ci si trovi di tutto tranne la modulistica necessaria per le dichiarazioni obbligatorie. Ma qui cominciano le differenze: in alcuni comuni della Lombardia è bastata una telefonata e gli impiegati del ufficio tributi mi hanno aiutato a trovare ciò di cui avevo bisogno (che si trovava sotto le voci più strane) oppure, più semplicemente, mi hanno inviato una mail col modulo da compilare e rispedire. Su circa 50 comuni che ho contattato, ognuno ha il suo modulo prestampato diverso da quello degli altri, e tutti chiedono allegati differenti.
Già questo contribuisce a creare una grande confusione, ma che succede se ci spostiamo al sud? Nei siti ufficiali neanche l’ombra della documentazione per pagare le tasse. Allora chiamo le diverse sedi e, parlando dei Comuni più grandi, nessuno è stato in grado di mandarmi nemmeno un fax con la suddetta modulistica. Mi hanno chiesto di fare una auto dichiarazione indicando tutti gli estremi necessari a sbrigare tale pratica. Eccomi quindi a scrivere di mio pugno una lettera, che dovrò poi correlare con tutta la documentazione, e quindi preparare la classica vecchia raccomandata, con ricevuta di ritorno (spendendo 5 euro a comune), e sperando di trovare un buon postino che non butterà via il plico ma lo consegnerà al destinatario che avvierà così la pratica per il pagamento della TARSU.
La mia è solo una piccola goccia nel oceano di problemi di questa nostra Italiotta (come la definiva il mio prof. d’inglese), ma sono convinta che per poter migliorare basti un piccolo forzo di ognuno, perchè se i diversi comuni dispongono di siti completi di tutto, belli nella grafica e facili da consultare, significa che dispongono anche della possibilità di mandare una mail. Perchè non lo fanno? Perchè l’impiegata non si rende conto che se scrive due righe al computer anche il suo lavoro si velocizza e la libera di tutte le incombenze che genera il materiale cartaceo? In questi casi la colpa non è da attribuire alla regione in cui si vive, ma credo che dipenda dal buon senso di ognuno di noi.

e rido! ancora non hanno capito che abbiamo avuto la nuova versione della discesa dei piemontesi! hai un indirizzo e- mail? buona giornata
Ciao Marcella! Come Va’? La mia mail è: tanda.francesca@gmail.com! A presto Buona Giornata!
mandata e – mail con ricetta buona serata